Hemingway
Ernest Hemingway, con le sue opere, ma soprattutto con la sua “vita spericolata”, ha saputo creare l’immagine del grande vecchio virile, coraggioso cacciatore e indomito corrispondente di guerra.
Questi elementi li troviamo fin dall’inizio della sua carriera, nell’esperienza della Prima Guerra Mondiale sulle rive del fiume Piave, fino a scegliere poi, per un ventennio, la sua residenza a “Finca Vigìa” nei dintorni dell’Avana, dove ha scritto negli ultimi anni alcuni dei suoi capolavori ispirato dalla ragazza conosciuta a Venezia, sua musa per quasi un decennio. Questo amore folle, che è il filo conduttore del racconto, riaccende la creatività di Hemingway fino a portarlo a vincere il Premio Nobel. Da alcuni anni Giovanni Giusto, il regista del Teatro dei Pazzi conosciuto per il suo personalissimo teatro-canzone, passa molto tempo tra questi due luoghi a scrivere e comporre,
trovandosi così, inevitabilmente, sulle tracce del grande scrittore americano. Il racconto spazia dalle sponde del Piave descritti in “Di là dal fiume e tra gli alberi”, ricordando quei luoghi e quegli amici che Hemingway frequentava nei dintorni di Venezia, fino a toccare quei posti cubani che hanno ispirato alcuni dei suoi romanzi più famosi; passando per quei locali dell’Avana in cui Hemingway si è imbattuto in ogni sorta di personaggio: star hollywoodiane, gangster, politici, artisti, letterati. La performance quindi, a metà tra reading letterario, racconto e teatro-canzone, è un continuo intrecciarsi di riferimenti tra l’opera di Hemingway e la sua vita ricca di aneddoti ed incontri straordinari.
Uno spettacolo intriso di amore, avventura e letteratura.
Durata spettacolo: 85 minuti, atto unico.

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