il cornuto immaginario

Uno spettacolo scoppiettante dalla prima all’ultima scena nello stile della Commedia dell’Arte del Teatro dei Pazzi che, con questa nuova produzione, ritorna alle origini del suo percorso artistico, dopo vent’anni di attività (1998 – 2018).
La trama attinge anche da un’altra opera di Molière: “Il matrimonio per forza”. E dalla fusione delle due commedie prendono vita due storie parallele: da una parte il protagonista Sganarello sulle tracce dei tradimenti della moglie, e dall’altra il vecchio Pantalone vittima dell’amor senile che, ad un passo dal fatidico “sì”, si trova di fronte al grande dilemma in cui ogni uomo si è imbattuto almeno una volta nella vita: sposarsi o non sposarsi?
E soprattutto: sposare una giovane donna, “peperina” e procace, non aumenterà le possibilità d’esser cornuto?
A questi dilemmi rispondono i personaggi che fanno da contorno ai due protagonisti; Dottori, Streghe, Cavalieri e Capitani nella miglior tradizione della Commedia dell’Arte, che ancora una volta il regista Giovanni Giusto mette in scena con quel ritmo e fantasia che hanno caratterizzato lo “stile Pazzi”.
Tutto dice a Pantalone che il matrimonio è un passo che “non s’ha da fare”, ma la parola ormai è data, il Nobile padre ha concesso la mano della figlia e non può perder la faccia… Pantalone, alla soglia della cerimonia, si vede già cornuto, e si trova da una parte l’amante della sua futura sposa e dall’altra il fratello di lei con la spada in mano, pronto a salvare l’onore della famiglia.
Tutto dice a Sganarello che la moglie lo tradisce, e la sua fantasia galoppa più veloce di quel Cavaliere che sta cercando di fermare il matrimonio di Pantalone con la sua innamorata; quel Cavaliere che Sganarello vede più volte entrare ed uscire dalla sua casa, salutato dai sospiri della moglie.
Le loro strade si incontreranno solo nell’ultima scena, per metterci in guardia da tutti i pericoli del prender moglie.

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