Acquamatta
Durante la Grande Guerra, dopo Caporetto, l’area fra il Tagliamento e il Piave divenne un’estesa palude.
A mettere allo specchio il prima, il dopo e il futuro, è lo sguardo inedito di due matti: uno da sempre, mai uscito dal luogo in cui è vissuto, l’altro, invece, impazzito in seguito alla Grande Guerra combattuta tra Piave e Livenza, errante ormai inquieto in una terra che non sente più sua. Così, nel 1923, NN, che vuole a tutti i costi lavorare all’idrovora, incontra Capitano immerso in un canale di bonifica dal quale non vuole uscire, convinto che la guèra granda non sia finita e di dover ancora attendere il rientro dei suoi uomini da una missione vicino al Piave e alle paludi: è l’inizio di un’inedita amicizia, in cui scompaiono le fragilità e resta l’umanità dei protagonisti.
Attraverso lo sguardo della follia il confronto tra Capitano e NN vede anche il futuro delle terre d’acqua in cui sono immersi, fatto di altre battaglie da affrontare, dalla siccità alle bombe d’acqua. In un crescendo emotivo, a tessere i due sguardi è il medico del paese che ben conosce la propria terra e custodisce con affetto i suoi pazienti.
